Il trekking e i bambini

Negli ultimi anni è diventato di gran moda, anche per chi non era "avvezzo ai sentieri", portare i bambini a fare trekking.

Nei monti e nelle campagne italiane sono tantissimi i sentieri cosiddetti "facili", percorsi il cui grado di difficoltà non è mai elevato e l'impegno che occorre per portare a termine le camminate prescelte riguarda più la sfera morale di quella fisica. Ciò non toglie che i paesaggi che si incontrano siano di indubbia bellezza e suggestione.

Fare trekking è una rilevante forma di attività motoria, ma significa prima di tutto stare all'aperto, respirare aria sana, vivere il contatto con la natura. Presso gli agriturismi, i comuni montani o gli hotel stessi, non sarà difficile procurarsi, insieme alle schede dei percorsi di zona, dettagliate descrizioni naturalistiche riguardanti i tratti da affrontare.

Fare trekking, fare escursionismo, significa anche educare i ragazzi al rispetto dell'ambiente, dei sentieri, delle specie botaniche protette e degli animali.

Le prime considerazioni prima di trascorrere una giornata all'insegna di questo sport riguardano:

- la valutazione delle condizioni metereologiche

- l'abbigliamento

- le scorte di cibo e acqua

- la scelta del percorso in base alla preparazione, profilo altimetrico e durata prevista.

 


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